crisi grecia

Giugno-Luglio 2015: in queste settimane il tema della crisi greca, del referendum voluto da Tsipras e delle sorti dell'Euro e dell'Unione Europea è all'ordine del giorno.

Al momento (5 luglio 2015)non sappiamo come si risolverà la questione.

Non vogliamo proporre dibattiti economici e politici, ma affrontare la questione dal punto di vista della psicologia, come sempre facciamo quando trattiamo argomenti di attualità.

Quello a cui si sta assistendo è un vero e proprio braccio di ferro tra Unione Europea (ed Angela Merkel in primis) e il governo greco (guidato da Tsipras).

Una spiegazione ed una previsione data dalla psicologia

Escalation simmetrica

Quel che pare ovvio è che le due parti si trovano a cercare di ottimizzare i propri interessi, ponendosi in quella che Bateson ed i teorici della pragmatica della comunicazione umana hanno definito "escalation simmetrica":

con escalation simmetrica ci si riferisce a quando una persona (o un gruppo) risponde ad un'azione dell'interlocutore cercando di porsi in una posizione di superiorità. L'esempio è quello di una litigata, in cui uno dei due inizia ad alzare la voce, l'altro risponde con un tono più alto, il primo controrisponde urlando più forte e via discorrendo. Oppure, passando da un'interazione tra due persone a scenari politici di maggior scala, l'esempio è la corsa agli armamenti della Guerra Fredda.

Ecco, tra Unione Europea e Grecia sta accadendo la stessa cosa: ora, il punto è che l'Unione Europea sembra agire su un principio di intransigenza verso gli inaffidabili greci, non transigendo sui debiti altrui (alcuni Stati, Germania in primis, dimenticando quanto fu fatto per loro nel secondo dopoguerra); la Grecia, da parte sua, non accetta di esser sottomessa dall'Unione e rivendica tutti i propri diritti ponendosi in modo intransitivo con le richieste europee... stante questa premessa, il problema è che il risultato sarà deleterio per tutti.

Il dilemma del prigioniero

Questo meccanismo, psicologicamente prende il nome di "teoria dei giochi", elaborata non in ambito psicologico da John Nash, il matematico ed economista premio Nobel alla cui vita ed opere è stato dedicato il film "A beautiful mind".

La teoria dei giochi esprime un concetto molto semplice da capire: se due giocatori cercano di massimizzare il proprio risultato/vantaggio agendo indipendentemente dall'altro, può capitare che entrambi ne escano perdenti (non a caso si dice che dopo una guerra vi sono solo vinti e non vincitori)

L'esempio è il classico "dilemma del prigioniero": due criminali sono arrestati con l'accusa di aver commesso un reato e vengono chiusi in due celle distinte senza la possibilità di comunicare tra loro. Devono decidere se confessare o no il reato (supponiamo una rapina). Ad entrambi viene spiegato che:

  1. se solo uno dei due confessa, chi ha confessato evita la pena; l'altro viene però condannato a 7 anni di carcere.
  2. se entrambi confessano, vengono entrambi condannati a 6 anni.
  3. se nessuno dei due confessa, entrambi vengono condannati a 1 anno, perché comunque già colpevoli di porto abusivo di armi.

Il gioco del pollo, o meglio, del coniglio

Un altro esempio che ricalca quanto sta accadendo tra Europa e Grecia (e spiegabile con la teoria dei giochi) è il chicken game.

La traduzione dall'inglese sarebbe "il gioco del pollo", ma in italiano rende meglio "il gioco del coniglio", animale più utilizzato per indicare l'essere poco coraggioso (in inglese lo si attribuisce al pollo e non al coniglio...).

La spiegazione più immediata del gioco è la famosa scena del film "Gioventù Bruciata" con James Dean: due ragazzi devono guidare velocemente le proprie auto verso un burrone. Vince chi si ferma più vicino al dirupo, mentre chi si ferma prima perde e farà la figura del coniglio appunto. Ovvio che se nessuno ci sta a perdere, entrambi finiranno nel burrone perdendo la vita.

Non per tutti vale la regola "meglio un pavido vivo che un coraggioso morto" evidentemente.

Ecco, Grecia ed Unione Europea devono capire come interpretare il loro ruolo: buttarsi entrambe nel burrone o patteggiare per avere un minimo di svantaggi entrambe ma poter continuare ad esistere?

A breve le cronache ci daranno la risposta

Riferimenti bibliografici

Bateson, G. (1977) Verso un'ecologia della mente. Adelphi.

Watzlawick Paul; Beavin J. H.; Jackson D. D. (1967). La pragmatica della comunicazione umana. Astrolabio.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa navigare più comodamente e meglio sul nostro sito, sperando di rendertelo ancora più interessante. Se desideri saperne di più o vuoi sapere come bloccarli  clicca QUI