mio figlio fuma gli spinelli

Di frequente veniamo contattati da genitori molto preoccupati che descrivono il figlio adolescente come molto chiuso, introverso, si esprime solo a monosillabi (sì, no...), non ha voglia di studiare, non ha più interesse per niente, vuole solo stare tutto il giorno fuori con gli amici, senza fare niente, stanno lì, in un bar, su una panchina... senza un obiettivo, senza un motivo. Perdono tempo.

In casa è anche peggio: sono cupi, non sorridono, si rinchiudono nelle loro camere, litigano spesso con genitori e fratelli, sono inavvicinabili, basta un niente che si arrabbiano, rispondono male, ogni tentativo di dialogo fallisce, è impossibile mantenere la calma, sono indisponenti.

Spesso i genitori scoprono che il ragazzo fa uso di cannabis, fuma gli spinelli... non si riesce più a coinvolgerli in qualsiasi attività, anche le più piacevoli sono bocciate: no al cinema, no a questo, no a quello: non hanno interessi.

O meglio, non hanno interessi accettabili per i genitori: perché il tatuaggio lo vorrebbero, si farebbero anche uno o più piercing... ma qui i "NO" arrivano dai genitori, e lo scontro aumenta.

Come mai gli adolescenti si comportano così? Fumano, sono chiusi, non studiano...

Per un genitore, è estremamente doloroso e faticoso vedere un figlio chiudersi e rifiutare ogni forma di contatto, di aiuto... I figli diventano quasi estranei, se non addirittura ostili, e a peggiorare il tutto c'è il fatto che non sembra esserci nessun modo per risolvere la situazione.

Se è vero che in molti adolescenti hanno comportamenti uguali o molto simili a quelli descritti, molte e diverse sono le situazioni da cui possono originarsi (è il principio della equifinalità, un concetto della teoria dei sistemi secondo cui condizioni di partenza molto diverse possono originarsi esiti molto differenti).

Per questo, il nostro lavoro è capire come i problemi dello spinello, della chiusura, dell'apatia, dell'insuccesso scolastico ecc. ecc. si connettono con la storia e le caratteristiche non solo del ragazzo, ma di tutto il sistema familiare, per poter attribuire un significato ai comportamenti che il ragazzo sta avendo.

Come mai l'adolescente sta "scegliendo" di escludere i propri genitori dalla sua vita? Come mai si sta "buttando via" andando a male a scuola, fumando spinelli, non facendo niente...?

Che cosa fare?

  • Un primo passo è cercare di capire come in realtà questi comportamenti sono un tentativo, magari maldestro, di rispondere a dei problemi che il ragazzo sta vivendo, o tentativi di affermarsi, di emanciparsi, anche se è un modo che, da genitori, si disapprova.
  • Come chi si trova in queste situazioni ha già sperimentato sicuramente, il continuare ad essere repressivi, giudicanti e tenere una posizione da "muro contro muro" non serve.
  • Bisogna capire quali significati hanno questi comportamenti per potersi relazionare nel modo più utile.
  • Se da soli non si riesce a risolvere la situazione, può esser utile rivolgersi ad uno psicologo, tenendo presente che facilmente il figlio deciderà di non partecipare, soprattutto se avrà l'impressione di esser portato come "problema". Può esser utile spiegargli che ci si rivolge ad uno psicologo perché come genitori sono preoccupati e in difficoltà (in questo caso, si sposta il focus del "Problema" non sui comportamenti del ragazzo, ma sulle "difficoltà" dei genitori).
  • Utile è anche, eventualmente, un percorso solo con i genitori per poter agire un cambiamento sul ragazzo.

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